SU DI NOI

FILOSOFIA

Cos'è per noi l'Architettura

ASC (da ASK) vuol dire chiedere.  E chiedere è un termine che ci riporta all’ascolto.

Progettare una casa, o un edificio ad uso pubblico che sia una scuola, un ospedale o un ufficio, presuppone un ascolto attento e preciso di tutte le parti che andranno ad usufruire degli spazi realizzati e che, a questi stessi spazi, daranno la connotazione di luogo.

I luoghi sono importanti perché vi si muovono le persone: persone sempre diverse, e con diverse esigenze, che si troveranno a vivere in uno spazio adeguato o inadeguato a seconda delle loro necessità.

Ecco perché è importante ascoltare: per immaginare una combinazione di pensieri immateriali che possano prendere forma attraverso elementi che, di volta in volta, siano strettamente legati ai singoli individui e che abbiano come priorità non solo gli strumenti di lavoro, spesso basati esclusivamente su regole astratte che prendono il passo in base alle mode del momento, ma anche quei punti di riferimento in grado di restituire ad un progetto l’ integrità per essere definito e ultimato, in ogni sua parte, in modo accurato e attento.

L'ascolto attento delle necessità di chi andrà a vivere gli spazi può diventare, per l’Architetto, un dono: quello di avere  l’opportunità di trasformarsi nel più fine artigiano che lavora la materia riconoscendone l’essenza e trasformandola in un prodotto unico e speciale, che rappresenti non più un simbolo sociale ma un luogo che accolga i pensieri, i desideri, le aspirazioni e i sogni del singolo individuo o di una comunità.

 

MISSION

L’architettura è figlia dei luoghi.

Progettare un edificio senza tenere conto delle esigenze di chi lo abiterà, ma soprattutto dell’ambiente che si presterà ad ospitarlo, significa non tenere conto degli elementi che contraddistinguono il concetto stesso di progettazione.

Progettare vuol dire immaginare, predisporre, ideare, pensare. Progettare significa farsi conquistare da un luogo, capirlo, conoscerlo e rivolgersi a quello stesso luogo con amore e complicità, oltrepassando la distanza che esiste tra l’arte e la realtà e rivelando il valore delle radici e delle tradizioni attraverso rinnovate forme che si mostreranno attraverso un nuovo equilibrio con la memoria.

Entrare in empatia con i luoghi, riscoprendone la memoria, la storia, la cultura e le tradizioni è il presupposto fondamentale affinché l’architettura non sia architettura a metà.