UNA VILLA IN COLLINA

UNA VILLA IN COLLINA


LUOGO: Pino Torinese (TO) 
TIPOLOGIA: Residenziale
COMMITTENTE: Privato
ANNO: 2021
PROGETTO: Studio Asc Architettura
TEAM: Vincenzo Sergi, Lorenzo Gambino
VISUAL:  Lorenzo Gambino
STATO: In fase di realizzazione

Sono sempre di più i committenti che decidono di scegliere un approccio sostenibile quando si trovano a dover ristrutturare la loro casa.
In questo caso, una villa degli anni ’70, inserita in un contesto verde, nella collina di Torino, è stata completamente rivista da un punto di vista architettonico, rendendola esteticamente più gradevole ma, soprattutto, è stata resa più confortevole, più ecologica e meno energivora rispetto allo stato iniziale.
Riqualificare una casa esistente, sia da un punto di vista ecologico che energetico, è sempre una grande sfida, ma non è impossibile ottenere dei buoni risultati.
È possibile, infatti, con le giuste competenze e la giusta sensibilità e grazie all’utilizzo di materiali naturali e di impianti efficienti, trasformare un edificio esistente in una casa sostenibile, con un conseguente minor impatto sull’ambiente

GALLERIA

84_CORSO TORINO_esterno

84 CORSO TORINO


LUOGO: Rivarolo Canavese (To)
TIPOLOGIA: Residenziale
COMMITTENTE: Privato
ANNO: 2021
PROGETTO: Studio Asc Architettura
TEAM: Vincenzo Sergi, Teodoro Chiaravalloti
VISUAL: Lorenzo Gambino
STATO: In fase di realizzazione


84 Corso Torino è un edificio residenziale che appartiene al nucleo storico della cittadina di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, il cui recupero è stato concepito per restituire decoro estetico, senza trascurare la nuova sensibilità ecologica, al senso comune dell’abitare.
Lo stabile è composto da tre appartamenti di circa 90 mq ed è in fase di ristrutturazione, la cui particolarità è data dalla rivisitazione degli spazi interni attraverso una connessione profonda con la valorizzazione architettonica ed estetica degli spazi esterni.
Il punto di forza di tutto l’intervento è l’ampio spazio riservato ai principi della bioarchitettura, con l’uso attento di materiali naturali e il massimo riguardo per la sensibilità ecologica, e alla riqualificazione energetica dell’edificio, per una migliore vivibilità legata al comfort abitativo.
L’ascensore esterno, oltre ad avere una funzione pratica, grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche, aggiunge valore all’immobile e conferisce eleganza e armonia all’aspetto estetico, divenendo un ponte tra interno ed esterno che restituisce continuità e funzionalità alle esigenze abitative senza interferire negativamente con l’ambiente circostante.

GALLERIA

2

LA CASA DELLE RADICI


LUOGO: Badolato  (Cz)
TIPOLOGIA: Residenziale
COMMITTENTE: Privato
ANNO: 2020
PROGETTO: Studio Asc Architettura
TEAM: Vincenzo Sergi, Teodoro Chiaravalloti, Alessandra Bressan.
VISUAL: Lorenzo Gambino, Cecilia Tramutola.
STATO: In fase di realizzazione
REALIZZAZIONE: Agiliti srl


Badolato è un piccolo borgo medievale arroccato su una collina che apre la vista sul mar Jonio, in Calabria.
Come tutti i paesi della costa, il territorio si spalma su due realtà diverse ma complementari:  il borgo antico, in cui è custodita l’anima del nucleo storico, e  la “marina”, che allunga il territorio fino al mare.
Due realtà con un legame imprescindibile: il mare è una delle risorse più grandi che, oltre all’aspetto turistico, nutre questi luoghi di una bellezza che, vista dall’alto, diventa scenario di meraviglie.
Ogni stradina del borgo, ogni casa, ogni apertura, sono legati a doppio filo con quella distesa blu che si vede in lontananza e che diventa tutt’uno con le tradizioni e la storia, che si respirano ad ogni passo, e con i profumi di un’epoca passata che sanno di semplicità.
Francesco e Caterina vivono in America da sempre, ma il richiamo della terra di origine, che li porta continuamente a tornare in questi posti, li ha spinti a desiderare fortemente una dimensione ancora più personale: un luogo dell’anima, dove potersi rifugiare ogni volta che il desiderio di godere della terra, e del mare, e dei sentimenti che le radici sanno suscitare, diventa urgente e non può aspettare.
Hanno scelto di realizzare la loro casa a pochi passi dal mare, per goderne ogni attimo e nutrire i loro giorni di sole e salsedine, senza, tuttavia, rinunciare al resto: il borgo, la montagna, i luoghi di interesse storico  sono raggiungibili in poco tempo e completano la permanenza in questi luoghi rendendola ancora più bella e oltremodo interessante.
Progettare questa casa è stata un’esperienza che potremmo considerare ideale: di quelle che ogni architetto ricerca per poter esprimere al meglio l’arte dell’abitare.
Il desiderio del ritorno in questo luogo, condiviso dai  committenti,  ha accompagnato costantemente ogni singolo momento in cui la casa prendeva forma e si accomodava sui loro bisogni e sulle loro aspettative.
La vista mare ha guidato i primi tratti della matita. La bellezza del posto ha fatto tutto il resto

GALLERIA

Una villa da recuperare - dopo

UNA VILLA DA RECUPERARE


LUOGO: Valdellatorre  (TO)
TIPOLOGIA: Residenziale
ANNO: 2019
PROGETTO:Studio Asc Architettura
TEAM: Arch. Vincenzo Sergi; Arch. Lorenzo Gambino; Arch. Teodoro Chiaravalloti;
RENDER:  Arch. Lorenzo Gambino
STATO: In fase di progettazione

Quando ci chiedono di “rimettere a nuovo” una casa, accettiamo sempre di buon grado la sfida.
L’idea di poter rinnovare un luogo, senza dover necessariamente demolirne ogni parte, è ciò che fa parte di quel processo che chiamiamo sostenibilità. Una casa è sostenibile non solo per certe caratteristiche tecniche o per certi elementi architettonici, ma anche per la storia che racconta, soprattutto se ci riferisce un percorso di crescita, di miglioramento, di inclusione, che non sia un percorso semplificato e “velocizzato” da una demolizione, ma percorra la strada del recupero: una strada che necessita di lentezza e di riflessione
Una casa recuperata, a cui viene rifatta la pelle e, soprattutto, l’anima, è una casa che ci suggerisce cosa aggiungere, ma anche cosa togliere; che ci indica la strada da percorrere per rimettere un edificio in equilibrio con il luogo in cui si adagia, con il sole, con il vento, con chi lo vive e con chi lo osserva da distante.  Ma soprattutto, è una casa che da quella nuova pelle e da quella nuova anima prenderà nuovo nutrimento.

GALLERIA

Questo è ciò che era la casa quando l’abbiamo vista per la prima volta. Con il nostro intervento abbiamo provato a rendere uno spazio slegato dall’esterno in un edificio che potesse accomodarsi in maniera gentile nell’ambiente circostante.
Le esigenze dei committenti erano legate soprattutto alla funzionalità degli spazi e all’efficienza energetica dell’edificio. Il problema che più degli altri andava risolto era quello del freddo, problema molto comune agli edifici realizzati tra gli anni ’70 e ’90.
Mostrare il prima e il dopo di un progetto non serve solo a far vedere i cambiamenti estetici, quanto a rendere visibile la nuova contestualizzazione che oltre a rendere più bella la casa, rende, di riflesso, più bello il luogo in cui essa sorge e soprattutto rende più piacevoli gli spazi esterni che diventano un tutt’uno con gli interni. Grazie alle grandi vetrate che si aprono sull’esterno, l’ambiente circostante si proietta all’interno della casa, che si apre per accogliere ogni elemento della natura.
Tutte le scelte progettuali e realizzative sono state fatte in funzione delle richieste dei committenti: funzionalità degli spazi ed efficientamento energetico dell’edificio.

 

 

IH07

UN COWORKING A TORINO


LUOGO: Innovation Center (ex INCET) – TORINO
TIPOLOGIA: Commerciale
ANNO: 2017/2018
PROGETTO: Studio Asc Architettura
TEAM: Arch. Vincenzo Sergi – Arch. Lorenzo Gambino – Arch. Manuel De Canal
VISUAL:  Arch. Lorenzo Gambino – Arch. Teodoro Chiaravalloti
REALIZZAZIONE: AGILITI SRL

Impact Hub Torino è una realtà giovane e dinamica, che sposa perfettamente la nostra idea di lavoro.
È un’ officina di impatto positivo. Un laboratorio in cui la materia prima è fatta dalle persone, in cui le idee e le visioni si incontrano e lavorano insieme per generare azioni di innovazione sociale, servizi sostenibili , beni sociali e ambientali.
Uno spazio fisico di condivisione, dunque:  un coworking, dove l’ispirazione per creare buoni progetti prende forma e  le menti aprono le porte alla passione, che abbiamo concepito tenendo bene a mente questi presupposti fondamentali.
Tutto è stato progettato supportando l’idea di base dell’incontro tra gli hubbers, del loro benessere all’interno di un luogo di lavoro che si trasforma in luogo partecipativo e di condivisione.
Un luogo “aperto”: agli occhi, con spazi in cui tutto parla di “unione”, e all’anima, attraverso la visione comune di un modo nuovo di lavorare.

IL PROGETTO

Gli spazi sono stati progettati per assecondare l’idea di condivisione di un luogo,  non più concepito come il classico luogo di lavoro, in cui “l’ufficio” diventa presupposto di  isolamento fisico – e di conseguenza mentale -, ma come spazio comune, in cui ogni singola postazione lavorativa può avere la propria privacy senza diventare isola di solitudine.
Per gli spazi comuni sono stati scelti  tavoli esagonali proprio perché,  grazie alla loro “ergonomia inclusiva”, svolgono bene la doppia funzione di spazio singolo di lavoro e spazio di condivisione.
La modularità della forma esagonale, inoltre, consente l’unione di più tavoli senza dispersione di spazi e con la possibilità di partecipazione tra gli occupanti dei tavoli stessi.

 

 

Per gli spazi chiusi  – laddove sono previsti spazi dedicati a chi si insedia come gruppo di lavoro e non come singolo hubber –,  la scelta di creare degli scorci di luce, inserendo tagli di materiale trasparente, permette di avere una visuale più ampia e mai completamente isolata.
Nel concept generale della suddivisione delle zone, i progettisti di Asc Studio e Parterre hanno previsto due grandi aree,  pensate  per ospitare due diverse tipologie di servizio: una dedicata interamente alla fase operativa, in cui gli spazi sono interamente occupati da postazioni singole di lavoro e uffici, l’altra dedicata anche ai momenti di pausa-relax-condivisione in cui un’ampia area è stata riservata alla cucina.
Per quel che riguarda gli arredi è stata fatta una scelta precisa di materiali e realizzazione degli stessi, favorendo materiali semplici e naturali – ferro, legno e vetro –  e prediligendo la realizzazione artigianale, per la quale un valido e importante contributo è stato apportato dal gruppo di “Izmade”, artigiani e designer, vicini di casa di Impact Hub, con la forte propensione all’eco-design autoprodotto e alla formazione.

GALLERIA

L’INTERVISTA

Di seguito l’intervista,  condivisa con gli amici di Parterre, per #ImpactStories,
il Blog di Impact Hub Torino